
Jun 24, 2026
All’alba di oggi a Bolzano, la Polizia di Stato ha portato a conclusione, con l’ausilio di personale degli omologhi uffici di Trento, Venezia e Pavia, una complessa operazione di polizia giudiziaria, con l’esecuzione di due misure cautelari in carcere e 11 decreti di perquisizione a carico di altrettanti indagati, tutti di nazionalità albanese.
All’alba di oggi a Bolzano, la Polizia di Stato ha portato a conclusione, con l’ausilio di personale degli omologhi uffici di Trento, Venezia e Pavia, una complessa operazione di polizia giudiziaria, con l’esecuzione di due misure cautelari in carcere e 11 decreti di perquisizione a carico di altrettanti indagati, tutti di nazionalità albanese.
Tutti residenti in provincia di Bolzano i destinatari delle misure cautelari in carcere mentre le perquisizioni hanno interessato anche altre province.
I provvedimenti restrittivi, a firma del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bolzano sono stati adottati all’esito di un’articolata attività d’indagine, volta al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, avviata e condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Bolzano con un primo arresto nel mese di febbraio del 2026 del principale indagato ed il sequestro di oltre 7 kg di hashish, 700 grammi di cocaina, 1 kg di marijuana e circa 3800 euro in contanti.
L’indagine, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bolzano, ha portato nel corso del tempo al deferimento di altri 2 cittadini albanesi ed al sequestro complessivo di altri 250 g di hashish.
Le attività consistite in appostamenti, pedinamenti ed incessanti servizi tecnici hanno consentito altresì di accertare che gli indagati erano dediti al traffico di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e hashish, nella città di Bolzano con canali per l’approvvigionamento in altre regioni d’Italia come il Veneto, la Lombardia e la Toscana.
Gli indagati erano dotati di una chiara suddivisione di ruoli e di una capacità logistica ed economica tale da garantire la disponibilità costante di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. Gli stessi, al fine di sottrarsi alle indagini utilizzavano utenze fittizie, piattaforme social ed altri canali VoIP che consentivano di criptare le comunicazioni, autovetture modificate per il trasporto di droga, e luoghi difficilmente riconducibili a loro per la conservazione, il taglio, il confezionamento, l’occultamento e, alla fine, per lo spaccio al dettaglio.
I principali promotori risultavano già indagati in precedenti indagini e senza soluzione di continuità, anche nei periodi trascorsi in custodia cautelare, non hanno mai cessato le loro attività illecite.
In osservanza delle disposizioni di D.Lgs. 188/2021 si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza degli indagati in relazione ai fatti per i quali si è proceduto, sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, in ottemperanza alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 188/2021.
