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La Polizia di Stato blocca tre soggetti senza fissa dimora, sorpresi in pieno centro cittadino mentre, dopo aver forzato il lunotto posteriore di un’autovettura in sosta in Piazza de Gasperi, asportavano un computer portatile dall’abitacolo.

Jun 4, 2026

Nella tarda serata di lunedì 1 giugno, nell’ambito dei quotidiani dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio effettuati dalle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Padova, gli agenti delle Volanti hanno bloccato tre persone che, in concorso tra loro, stavano perpetrando un furto aggravato ai danni di un’autovettura parcheggiata in Piazza De Gasperi.

I tre soggetti sono stati identificati come un 43enne cittadino della Repubblica Dominicana, un 41enne marocchino e una 40enne padovana, pluri-pregiudicati a vario titolo per reati contro il patrimonio. Decisiva la segnalazione di una cittadina che ha allertato il 113. Immediato l’intervento delle volanti della Questura, che hanno bloccato il terzetto, pochi istanti dopo, recuperando la refurtiva e restituendola alla legittima proprietaria. Il 43enne dominicano è stato anche segnalato per violazione del divieto di ritorno nel comune di Padova e per la violazione delle disposizioni in materia di immigrazione, mentre la donna è stata segnalata per ricettazione, a seguito del rinvenimento di ulteriore materiale di probabile provenienza illecita in suo possesso, un set completo di posateria in argento.

Nella tarda serata di lunedì 1 giugno, nell’ambito dei quotidiani dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio effettuati dalle pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Padova, gli agenti delle Volanti hanno bloccato tre persone che, in concorso tra loro, stavano perpetrando un furto aggravato ai danni di un’autovettura parcheggiata in Piazza De Gasperi.

L’intervento trae origine da una segnalazione giunta al numero di emergenza 113 alle ore 23.40 quando una cittadina, che aveva assistito direttamente ai fatti, contattava la Sala Operativa della Questura segnalando la presenza di un uomo che, dopo aver danneggiato un’autovettura in sosta, si era introdotto all’interno dell’abitacolo iniziando a rovistare tra gli oggetti custoditi nel veicolo. Ricevuta la segnalazione, la Centrale Operativa disponeva l’immediato invio sul posto delle Volanti. In quel momento una pattuglia si trovava già nelle immediate vicinanze dell’area della Stazione ferroviaria, circostanza che consentiva agli operatori di raggiungere Piazza De Gasperi in pochissimi istanti.

Giunti sul luogo indicato dalla richiedente, i poliziotti notavano immediatamente un uomo con abiti scuri che si stava allontanando. Alla vista della Volante il soggetto accelerava il passo, tentando di sottrarsi al controllo. L’uomo veniva però prontamente fermato e identificato per un cittadino dominicano di 43 anni, senza fissa dimora, il quale si mostrava fin da subito particolarmente nervoso e insofferente al controllo di polizia. Contestualmente gli agenti individuavano nelle immediate vicinanze altri due soggetti, successivamente identificati per un cittadino marocchino di 41 anni e una donna padovana di 40 anni, anch’essi senza fissa dimora, che stazionavano nei pressi dell’autovettura oggetto della segnalazione.

Gli operatori effettuavano quindi un primo sopralluogo sul veicolo segnalato, che presentava evidenti segni di effrazione: il lunotto posteriore sinistro risultava infatti completamente divelto e danneggiato. A pochi metri dal mezzo, sul marciapiede, veniva inoltre rinvenuto un computer portatile che appariva sin da subito evidentemente provento del furto consumato poco prima all’interno del veicolo.

I poliziotti contestualizzavano l’accaduto anche grazie alla visione di immagini dalle quali risultava documentata l’intera azione delittuosa ed emergeva chiaramente come il cittadino dominicano avesse utilizzato un arnese da scasso per fare leva sul lunotto posteriore sinistro dell’autovettura, riuscendo a scardinarlo completamente. Dopo aver provocato l’apertura forzata del veicolo, l’uomo si introduceva all’interno dell’abitacolo e iniziava a rovistare ripetutamente tra gli oggetti custoditi all’interno, alla ricerca di beni da asportare. Le immagini consentivano inoltre di accertare come fosse stato proprio il 43enne ad impossessarsi materialmente del computer portatile custodito nell’autovettura.

Dalle immagini si evidenziava, altresì, il ruolo svolto dagli altri due soggetti presenti sul posto. In particolare, il cittadino marocchino e la donna fungevano da “palo” durante il furto, in quanto assistevano attivamente all’azione delittuosa, monitorando l’area circostante e verificando che nessuno interferisse con l’attività criminosa in corso.

Alla luce di quanto emerso, il terzetto venivano accompagnati presso gli Uffici della Questura e sottoposti a rilievi fotodattiloscopici la loro compiuta identificazione. In particolare: il 43enne dominicano risultava gravato da numerosissimi precedenti penali e di polizia per furto, ricettazione, rapina, resistenza a Pubblico Ufficiale, evasione, lesioni personali, maltrattamenti in famiglia, spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi; il 41enne marocchino aveva numerosi precedenti di polizia per i reati di furto, danneggiamento, resistenza a Pubblico Ufficiale e rapina; ed infine la 40enne padovana era gravata anch’essa da precedenti per furto, lesioni personali, minaccia e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel contempo i poliziotti contattavano la proprietaria dell’autovettura, una donna residente nello stabile adiacente al luogo del fatto, che raggiungeva gli Uffici della Questura per formalizzare la querela. La stessa confermava che il computer portatile rinvenuto dagli operatori era di sua proprietà e verificava altresì i danni arrecati al veicolo. Al termine dell’attività, il laptop veniva restituito alla legittima proprietaria.

I tre sono stati, pertanto, deferiti per il reato di furto aggravato in concorso ai danni dell’autovettura, mentre il cittadino dominicano veniva deferito all’Autorità Giudiziaria anche per la violazione della normativa in materia di immigrazione e per la violazione della misura di prevenzione personale del Divieto di Ritorno nel Comune di Padova e la 40enne padovana, trovata in possesso di una sacca contenente un set da cucina con posateria in argento, del quale non era in grado di giustificare la provenienza,  è stata segnalata anche per il reato di ricettazione.

Sono in corso gli accertamenti al fine di risalire al legittimo proprietario dell’argenteria ai fini della restituzione dell’avente diritto.

I poliziotti stanno, altresì, rivisitando investigativamente altri analoghi reati da strada, al fine di verificarne la riconducibilità al terzetto appena bloccato.

Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha attivato la Divisione Polizia Anticrimine per l’adozione di Misure di Prevenzione personali.

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