Pisani: lectio magistralis all’università di Brescia
- Redazione Anps

- 3 giorni fa
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“Minacce digitali e politiche nazionali di prevenzione”, è stato questo il tema della lectio magistralis che, questa mattina, il capo della Polizia Vittorio Pisani ha tenuto nell’aula magna della facoltà di giurisprudenza dell’università di Brescia.
L’iniziativa, nell’ambito della conferenza “Sicurezza digitale e imprese”, riunisce rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni giudiziarie e delle grandi aziende per approfondire i rischi crescenti legati alla sicurezza informatica nel settore imprenditoriale e le strategie di protezione dei dati.
A fare gli onori di casa è stato il rettore dell’università di Brescia, Francesco Castelli che, prima dell’inizio dei lavori accademici, ha consegnato al prefetto Pisani il sigillo dell'università, massimo riconoscimento dell'ateneo.
La lectio magistralis è stata preceduta dagli interventi della direttrice del Dipartimento di giurisprudenza e prorettrice vicaria, Adriana Apostoli, e del procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Brescia, Guido Rispoli. L’intervento del prefetto Pisani è stato poi introdotto da Michele Onorato, professore di scienze giuridiche dell’università di Brescia.
Il Capo della Polizia ha svolto alcune considerazioni sul mondo digitale definendolo uno spazio senza confini fisici o territoriali, "un contenitore tecnico" ma con un'imprescindibile "componente umana". Muovendo dal fatto che tutto ciò che accade nel cyberspazio ha riflessi giuridici, socio-economici e sul piano della sicurezza, Pisani ha sottolineato la necessità di adeguare al progresso scientifico e allo sviluppo del mondo digitale le categorie e le regole giuridiche.
Proseguendo nella sua lectio, il Capo della Polizia ha affrontato il tema della "territorialità incerta" del cyberspazio, per evidenziare come ciò possa incidere anche sulla individuazione della competenza giurisdizionale.Ha richiamato l'attenzione sui rischi di aggressione provenienti dal mondo cyber verso i diritti, le libertà fondamentali e i beni giuridici.
Il Prefetto ha ricordato la capacità della Polizia di Stato di adeguare i propri strumenti investigativi di contrasto al crimine cibernetico. Ha portato ad esempio l'esperienza del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), operante presso il Servizio polizia postale e per la Sicurezza cibernetica, istituito con grande lungimiranza oltre 20 anni fa.
È stata una scelta che oggi ci consente - ha detto Pisani - di essere all'avanguardia per affrontare le nuove sfide tecnologiche. "Tuttavia resta il problema di uniformare la velocità delle legislazioni nazionali e internazionali alla velocità del progresso scientifico". "Snodo importante per la sicurezza digitale è anche la cooperazione di polizia e giudiziaria a livello internazionale; ne è un esempio la direttiva europea "E-evidence", recepita nel nostro ordinamento, che mira a velocizzare l'acquisizione transfrontaliera delle prove digitali".
Il Capo della Polizia ha evidenziato anche l'impegno della Polizia postale e per la Sicurezza cibernetica nel contrasto e nella prevenzione del cyberterrorismo, attraverso il Comitato di analisi per la sicurezza cibernetica, che replica il modello del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, il cui punto di forza è la condivisione delle informazioni fra Forze di polizia e intelligence.
Pisani si è soffermato, poi, sul difficile equilibrio fra la privacy e le esigenze di sicurezza, che impone una profonda riflessione sul bilanciamento dei diritti.
La lectio magistralis si è conclusa con il tema dell’intelligenza artificiale. "Il nostro sistema produttivo - ha detto Pisani - è ancora ai margini di questa tecnologia avanzatissima e dipendiamo ancora troppo da mercati esteri, molto lontani da noi, dalle nostre regole giuridiche ed economiche. Al momento, ci limitiamo a esserne consumatori (peraltro ultimi in Europa), a regolamentarla senza capacità di svilupparla".
La mattinata accademica è stata l’occasione per riflettere sulle nuove e future sfide del mondo cyber insieme ai relatori di una tavola rotonda, che è stata introdotta dal presidente del Tribunale di Brescia Stefano Scati e coordinata dal professor Roberto Bocchini dell’università Parthenope di Napoli.
Ad intervenire al dibattito sono stati il direttore del Servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica, Ivano Gabrielli, il direttore dei sistemi informativi di Beretta, Umberto Arrighini, il capo sicurezza di Feralpi, Glauco Benini e il direttore security e cyber defense di A2A, Alessandro Manfredini.
Erano presenti alle conferenze, il prefetto e il questore di Brescia Andrea Polichetti e Paolo Sartori e numerosi studenti delle facoltà di giurisprudenza e scienze politiche dell’ateneo bresciano. I commissari frequentatori del 114° corso, invece, hanno assistito in videocollegamento dalla Scuola superiore di Polizia di Roma.



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