Padova rende omaggio alla memoria del poliziotto Arnaldo Trevisan
- Redazione Anps

- 6 ore fa
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Questa mattina a Padova è stato reso omaggio all’agente scelto della Polizia di Stato Arnaldo Trevisan, ucciso da un rapinatore in fuga il 16 maggio 1988.
La cerimonia di commemorazione (Foto), durante la quale è stato scoperto un monumento dedicato al poliziotto caduto, si è svolta nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Padova, luogo in cui fu colpito da cinque colpi di pistola che per lui furono fatali.
Presenti all’evento il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il prefetto di Padova Giuseppe Forlenza, il questore Marco Odorisio e il sindaco Sergio Giordani. Tra i presenti, oltre ai familiari del poliziotto caduto in servizio, anche il procuratore generale Federico Prato, il procuratore della Repubblica Antonello Racanelli, autorità cittadine, militari e religiose, poliziotti e cittadini.
Dopo l’arrivo del Capo della Polizia, il Sindaco ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti e, subito dopo, il Questore ha tratteggiato un ricordo dell’agente scelto Arnaldo Trevisan.
Successivamente è intervenuto il capo della Polizia Pisani che ha sottolineato il significato particolare della scelta di collocare la stele in un luogo di transito, anziché dentro le mura di un ufficio. Non un semplice omaggio riservato alle nuove generazioni della Polizia di Stato ha spiegato “ma un segno lasciato alla città intera: un punto di sosta, seppur breve, nel cammino quotidiano di cittadini italiani e stranieri che ogni giorno attraversano quella stazione. Un invito silenzioso alla riflessione - ha aggiunto - rivolto a quanti vi transitano, sul sacrificio di chi, indossando una divisa, ha donato la propria vita al servizio dello Stato”.
Concludendo il proprio intervento, il Capo della Polizia ha affermato che “è proprio in questo luogo di passaggio che la memoria di Arnaldo continuerà a vivere: non isolata, ma intrecciata al vissuto quotidiano della comunità, a perenne testimonianza del sacrificio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell'ordine che, ogni giorno, si dedicano alla sicurezza e alla tutela del Paese.”
Dopo il suo intervento il prefetto Pisani, insieme al Questore e ai familiari di Trevisan, ha scoperto il monumento e deposto una corona d’alloro sul cippo, con il picchetto di rappresentanza che ha reso gli onori ai caduti della Polizia di Stato.
Il tenore Francesco Grollo, accompagnato al pianoforte dal maestro Antonio Camponogara, ha intonato l’Ave Maria e, alla conclusione della cerimonia, la Preghiera del poliziotto.
Alla cerimonia era presente anche l’autore del monumento, lo scultore Alberto Pasqual, che, insieme al critico d’arte Giovanna Iacumin, ha illustrato l’opera dedicata al giovane poliziotto.
Si tratta di una stele d’acciaio corten alta tre metri, posizionata su una base di pietra di Aurisina. La stele è caratterizzata da uno squarcio sulla sua sommità, a simboleggiare il sacrificio del poliziotto.
La mattina del 16 maggio 1988, alle 8.40, la volante con a bordo l’agente Trevisan, che all'epoca aveva 22 anni, e altri due colleghi, ricevette la nota di una rapina appena consumata presso l’ufficio postale in via Lando, con la descrizione degli autori che si erano dati alla fuga a bordo di una moto, con la quale rimasero coinvolti in un incidente nei pressi della stazione ferroviaria. I rapinatori continuarono la fuga a piedi, salendo su un pullman che partiva dal piazzale antistante la stazione. Trevisan, insieme a un collega, li raggiunse, li individuò e li fece scendere.
Uno dei due rapinatori reagì estraendo una pistola, facendo fuoco e colpendo a morte Trevisan con cinque colpi.
Il criminale si diede alla fuga, ma venne bloccato poco dopo e arrestato.
Per il suo sacrificio Arnaldo Trevisan è stato insignito, dal Presidente della Repubblica, della Medaglia d’oro al Valor civile.
Al termine della cerimonia in stazione, il Capo della Polizia Pisani ha preso parte a un convegno, organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova.
L'evento, dal titolo "Sicurezza cibernetica e AI", si è svolto presso l'aula magna di Palazzo Bo, dove è intervenuta anche la magnifica rettrice Daniela Mapelli.Questa mattina a Padova è stato reso omaggio all’agente scelto della Polizia di Stato Arnaldo Trevisan, ucciso da un rapinatore in fuga il 16 maggio 1988.
La cerimonia di commemorazione (Foto), durante la quale è stato scoperto un monumento dedicato al poliziotto caduto, si è svolta nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Padova, luogo in cui fu colpito da cinque colpi di pistola che per lui furono fatali.
Presenti all’evento il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il prefetto di Padova Giuseppe Forlenza, il questore Marco Odorisio e il sindaco Sergio Giordani. Tra i presenti, oltre ai familiari del poliziotto caduto in servizio, anche il procuratore generale Federico Prato, il procuratore della Repubblica Antonello Racanelli, autorità cittadine, militari e religiose, poliziotti e cittadini.
Dopo l’arrivo del Capo della Polizia, il Sindaco ha rivolto un indirizzo di saluto ai presenti e, subito dopo, il Questore ha tratteggiato un ricordo dell’agente scelto Arnaldo Trevisan.
Successivamente è intervenuto il capo della Polizia Pisani che ha sottolineato il significato particolare della scelta di collocare la stele in un luogo di transito, anziché dentro le mura di un ufficio. Non un semplice omaggio riservato alle nuove generazioni della Polizia di Stato ha spiegato “ma un segno lasciato alla città intera: un punto di sosta, seppur breve, nel cammino quotidiano di cittadini italiani e stranieri che ogni giorno attraversano quella stazione. Un invito silenzioso alla riflessione - ha aggiunto - rivolto a quanti vi transitano, sul sacrificio di chi, indossando una divisa, ha donato la propria vita al servizio dello Stato”.
Concludendo il proprio intervento, il Capo della Polizia ha affermato che “è proprio in questo luogo di passaggio che la memoria di Arnaldo continuerà a vivere: non isolata, ma intrecciata al vissuto quotidiano della comunità, a perenne testimonianza del sacrificio delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell'ordine che, ogni giorno, si dedicano alla sicurezza e alla tutela del Paese.”
Dopo il suo intervento il prefetto Pisani, insieme al Questore e ai familiari di Trevisan, ha scoperto il monumento e deposto una corona d’alloro sul cippo, con il picchetto di rappresentanza che ha reso gli onori ai caduti della Polizia di Stato.
Il tenore Francesco Grollo, accompagnato al pianoforte dal maestro Antonio Camponogara, ha intonato l’Ave Maria e, alla conclusione della cerimonia, la Preghiera del poliziotto.
Alla cerimonia era presente anche l’autore del monumento, lo scultore Alberto Pasqual, che, insieme al critico d’arte Giovanna Iacumin, ha illustrato l’opera dedicata al giovane poliziotto.
Si tratta di una stele d’acciaio corten alta tre metri, posizionata su una base di pietra di Aurisina. La stele è caratterizzata da uno squarcio sulla sua sommità, a simboleggiare il sacrificio del poliziotto.
La mattina del 16 maggio 1988, alle 8.40, la volante con a bordo l’agente Trevisan, che all'epoca aveva 22 anni, e altri due colleghi, ricevette la nota di una rapina appena consumata presso l’ufficio postale in via Lando, con la descrizione degli autori che si erano dati alla fuga a bordo di una moto, con la quale rimasero coinvolti in un incidente nei pressi della stazione ferroviaria. I rapinatori continuarono la fuga a piedi, salendo su un pullman che partiva dal piazzale antistante la stazione. Trevisan, insieme a un collega, li raggiunse, li individuò e li fece scendere.
Uno dei due rapinatori reagì estraendo una pistola, facendo fuoco e colpendo a morte Trevisan con cinque colpi.
Il criminale si diede alla fuga, ma venne bloccato poco dopo e arrestato.
Per il suo sacrificio Arnaldo Trevisan è stato insignito, dal Presidente della Repubblica, della Medaglia d’oro al Valor civile.
Al termine della cerimonia in stazione, il Capo della Polizia Pisani ha preso parte a un convegno, organizzato in collaborazione con l'Università degli Studi di Padova.
L'evento, dal titolo "Sicurezza cibernetica e AI", si è svolto presso l'aula magna di Palazzo Bo, dove è intervenuta anche la magnifica rettrice Daniela Mapelli.


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