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Empact: presentati i risultati del contrasto europeo ai gruppi criminali ad alto rischio


Empact: presentati i risultati del contrasto europeo ai gruppi criminali ad alto rischio
Empact: presentati i risultati del contrasto europeo ai gruppi criminali ad alto rischio

Il Consiglio dell’Unione europea ha recentemente pubblicato i risultati 2024-2025, conseguiti dalla piattaforma Empact (European multidisclipinary platform against criminal threat), strumento di punta dell’Ue nella lotta alle forme più gravi di criminalità.

I risultati sono stati presentati questa mattina presso la sala conferenze del Viminale, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del capo della Polizia Vittorio Pisani, del direttore esecutivo reggente di Europol, Jürgen Ebner, e dei rappresentanti di Austria, Spagna, Irlanda e Belgio. In particolare, sono stati illustrati i risultati dell’attività svolta dalla rete investigativa europea Empact per il contrasto al crimine organizzato transnazionale, nel biennio 2024-2025 guidato dall’Italia per la priorità “High risk criminal networks”.

Si tratta di una progettualità europea focalizzata al contrasto alle organizzazioni criminali che rappresentano i maggiori rischi per la sicurezza dell’Ue, guidata dall’Italia insieme a Belgio, Austria e Spagna e il nostro Paese, attraverso il Dipartimento di pubblica sicurezza - Direzione centrale della polizia criminale del ministero dell’Interno, ha coordinato l’implementazione di 32 Azioni operative, ognuna delle quali focalizzata su specifici gruppi criminali e connessi fenomeni emergenti.

Europol e i paesi membri sono focalizzati da tempo sulle sinergie operative e sulle convergenze investigative per contrastare al meglio le minacce comuni, e l’impulso impresso dalla guida italiana e dagli altri co-drivers ha portato, nel periodo considerato, all'avvio di 977 indagini internazionali e all’organizzazione di 171 operazioni congiunte di polizia (Action days), che hanno consentito, tra l’altro: 

  • l’arresto di 1.279 persone (736 nel 2024 e 543 nel 2025);

  • il sequestro di circa 27 tonnellate di vare tipologie di droghe, di cui oltre 14 di cocaina;

  • il sequestro di più di 9 milioni di euro in contanti e quasi 83 milioni in cripto valute.

All’iniziativa hanno aderito, per il nostro Paese, la Polizia di Stato, l’Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza e la Direzione nazionale antimafia (Dna), la Polizia federale del Belgio, la Polizia federale austriaca, la Guardia civil spagnola ovvero Forze di polizia e autorità giudiziarie di 50 Paesi (i 27 stati membri e 23 Paesi extra Ue), supportati, in chiave multidisciplinare, da Europol, istituzioni e agenzie europee, organizzazioni internazionali, enti accademici e partner privati. È stata avviata anche una collaborazione sinergica con altri progetti internazionali di contrasto al crimine organizzato, tra cui, ad esempio, Eu4Fast, Eu Act, I-Can ed @On, dove l’Italia ricopre un ruolo chiave.

Il Ministro dell’Interno, nel suo discorso, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto.

Il capo della Polizia Vittorio Pisani, nel suo intervento, ha sottolineato, tra le altre cose, che “Quella di oggi non è soltanto una conferenza dedicata ai risultati raggiunti. È l'occasione per evidenziare come la cooperazione internazionale rappresenti lo strumento più efficace per contrastare una criminalità organizzata sempre più transnazionale, capace di operare senza confini e di sfruttare le nuove tecnologie per alimentare traffici illeciti che interessano l'intera Europa. In questo contesto Europol e la piattaforma Empact costituiscono il principale modello di coordinamento investigativo europeo”.

In conclusione, il prefetto Pisani ha evidenziato che “L'Italia conferma il proprio ruolo di leadership nel coordinamento delle principali operazioni europee grazie all'esperienza maturata dal sistema interforze del Dipartimento della pubblica sicurezza, che integra le competenze di Polizia di Stato, Arma dei carabinieri e Guardia di finanza. Un modello riconosciuto a livello europeo, che continua a rappresentare un punto di riferimento nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale”.

Tornando ai dati presentati nella conferenza di oggi, nel corso del ciclo è stato adottato un approccio condiviso, in grado di andare oltre la collaborazione limitata a singole attività di indagine, evitando di fornire una risposta frammentata e disomogenea alle minacce che interessano l’intero territorio europeo.

Pertanto, oltre alle operazioni di polizia sul campo, questa iniziativa ha promosso lo scambio di esperienze investigative, la condivisione di informazioni per l’analisi dei fenomeni criminali e l’organizzazione di attività formative congiunte, tradottesi in:

  • 399 rapporti di analisi criminale, con particolare riferimento all’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale;

  • 128 tra conferenze, meeting strategici e workshop tematici;

  • 13 corsi di formazione specialistica, organizzati con il supporto dell’agenzia europea Cepol.

La priorità è stata proposta anche per il ciclo Empact 2026-2029, con il nome di “Most threatening criminal networks and individuals” (Mtcni).

Italia e Belgio sono stati confermati drivers in alternanza, mentre Austria e Spagna sono sempre co-drivers e la partecipazione della polizia irlandese, paese che ha appena assunto la presidenza della Ue, riafferma che il blocco comune di contrasto alle minacce per i cittadini dell’Unione europea è uno dei principali obiettivi degli stati membri e di Europol.  

Per questo biennio la guida sarà targata Belgio mentre l’Italia assumerà di nuovo la direzione delle azioni operative con l'inizio della presidenza Ue nel gennaio 2028 e fino a dicembre 2029. 

In apertura della giornata dedicata alla presentazione dei risultati si era svolto un incontro bilaterale tra il vicedirettore esecutivo di Europol per la governance Jürgen Ebner e il vicecapo della Polizia, direttore centrale della Polizia criminale Raffaele Grassi. 

Al centro del confronto, il tema del “lawful access” considerato tra i pilastri strategici per l’efficacia dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale. Le parti hanno condiviso la necessità di rafforzare gli strumenti che consentono alle autorità investigative di accedere, tempestivamente e nel rispetto delle garanzie giuridiche, ai dati digitali, sempre più determinanti nelle indagini contro le reti criminali ad alto rischio, spesso caratterizzate da un uso sofisticato delle tecnologie di comunicazione e cifratura.

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