Immigrazione irregolare in Gran Bretagna, un arresto a Bologna
I poliziotti della Squadra mobile di Bologna e del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia di Roma, hanno operato, in rogatoria, per collaborare con le Autorità inglesi all’esecuzione di ordinanze di misure cautelari, perquisizioni e sequestri in Italia, Spagna, Gran Bretagna e Austria.
Le persone destinatarie di arresto sono state complessivamente sei, oltre che in Italia, in Spagna e Gran Bretagna mentre le perquisizioni delegate sono state in totale 10, oltre che in Italia, in Austria e Gran Bretagna. Nel capoluogo emiliano si è proceduto a un mandato di arresto internazionale e sono state eseguite quattro perquisizioni delegate.
Attraverso l’attività di indagine, supportata da Europol, gli investigatori hanno documentato l’esistenza di un meccanismo finalizzato a consentire l’ingresso illegale in Gran Bretagna, di persone non aventi titolo.
La maggior parte dei migranti faceva ingresso nel territorio dell’Unione europea in aereo, in uno dei 18 aeroporti coinvolti nell’operazione, utilizzando visti turistici apposti ai documenti di identità che, una volta giunti in Europa, venivano distrutti e sostituiti da altri documenti messi a disposizione dall’organizzazione criminale. La destinazione finale era la Gran Bretagna che veniva raggiunta in taxi, dopo l’atterraggio negli aeroporti di Dublino (Repubblica d’Irlanda) o Belfast (Irlanda del Nord).
Le indagini hanno interessato, oltre Gran Bretagna e Italia, anche Belgio, Finlandia, Irlanda, Islanda, Svezia, Portogallo, Olanda e Norvegia.



Commenti