top of page

I ragazzi delle scorte, in onda il settimo episodio


I ragazzi delle scorte, in onda il settimo episodio

A trentaquattro anni dalle stragi di Capaci, la docuserie “I Ragazzi delle Scorte”, coprodotta dal ministero dell’Interno, Dipartimento della pubblica sicurezza e il ministero per lo Sport e i giovani in collaborazione con 42° Parallelo, torna con l’episodio dedicato agli agenti che persero la vita insieme ai giudici Giovanni Falcone e la moglie e magistrata Francesca Morvillo. Il documentario “Rocco e Giuseppe, Ragazzi d’altri tempi” riporta al centro le loro storie umane, i legami familiari, la memoria di chi è rimasto e il peso che quelle stragi continuano ad avere nel presente.

L’episodio, “Rocco e Giuseppe, Ragazzi d’altri tempi”, racconta la figura di Rocco Dicillo, agente di scorta morto accanto al giudice Giovanni Falcone nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Attraverso le testimonianze intrecciate di Alba Terrasi, compagna di Rocco, e di Giuseppe Costanza, autista del giudice Falcone sopravvissuto all’attentato, il documentario ricostruisce non soltanto il dramma della strage, ma anche l’umanità di uomini travolti dalla storia. Palermo e Roma diventano luoghi simbolici della memoria: dai vicoli della Kalsa al Duomo di Palermo, fino all’Eur.

«Il 23 maggio 1992 ero al lavoro. Mi ha chiamato Rocco per dirmi che aveva fatto un cambio turno ma era irrequieto. Ci siamo salutati e mi ha detto: “Ciao amore, ci vediamo questa sera”. Io mi sentivo strana. È come quando si dice che il cuore è il primo che percepisce sia quando si avvicina all'amore che quando quell'amore si distacca da te, la prima cosa, il colpo lo subisce il cuore. Sono rimasta irrequieta, mi giravo attorno, le colleghe hanno percepito che non stavo bene. “Ma Alba, stai bene?”, “Non lo so, mi sento strana”. Quel sentirmi strana aveva una sua, un suo perché. Dopo qualche minuto è entrato un signore, prima adducendo che c'era stata un'esplosione, un'autobotte in autostrada. Già questa cosa era strana, dissi vabbè speriamo non si è fatto niente nessuno, poi un secondo cliente l'ha detta proprio dritta: “Hanno fatto saltare in aria Falcone”. (Alba Terrasi)

A fare da filo conduttore è anche il racconto di Padre Rattoballi sulla storica lettera di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani, letta durante i funerali delle vittime di Capaci e rimasta impressa nella memoria collettiva come uno dei simboli più potenti di dolore e perdono.

Il documentario prosegue il percorso della docuserie “I Ragazzi delle Scorte”, nata con l’obiettivo di restituire voce e una storia agli agenti delle scorte, spesso ricordati soltanto come «eroi», «ragazzi», ma prima di tutto sono figli, compagni, padri e amici. Attraverso testimonianze intime, luoghi simbolici e materiali d’archivio, i film raccontano cosa significhi custodire la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia e interrogano il presente sul valore del servizio, del coraggio e della responsabilità collettiva.

Commenti


bottom of page