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Bat: operazione internazionale per omicidio, riciclaggio di denaro e stupefacenti


Bat: operazione internazionale per omicidio, riciclaggio di denaro e stupefacenti

È stata eseguita un’operazione congiunta relativa all’omicidio di Francesco Diviesti, avvenuto il 25 aprile 2025, oltre che a un gruppo strutturato organizzato, con sede a Tirana, specializzato al riciclaggio internazionale di denaro contante dall’Italia all’Albania.

Le indagini sono state condotte dalla Direzione investigativa antimafia di Bari e dai poliziotti della Squadra mobile della questura di BAT con il contributo delle Autorità Albanesi e il supporto dell’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza di Tirana effettuate nell’ambito di una Squadra investigativa comune costituita con il sostegno e il coordinamento di Eurojust.

Le indagini hanno fatto luce sull’omicidio di Francesco Diviesti, avvenuto a Canosa di Puglia (BAT) con l’esecuzione di due misure cautelari nei confronti di 15 persone ritenute responsabili a vario titolo di omicidio premeditato, attuato con metodo mafioso, di tentata estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e munizioni, favoreggiamento personale, violazione delle misure di prevenzione personali nonché riciclaggio internazionale di denaro contante dall’Italia all’Albania.

Con il primo provvedimento sono stati riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di tre esecutori materiali dell’omicidio di Francesco Diviesti che sarebbe stato vittima di una tentata estorsione, precisamente un cittadino albanese, autore materiale dell’omicidio, e due cittadini italiani di Barletta, un uomo ed una donna, che avrebbero contribuito a cancellare le tracce del reato ed omesso di riferire all’Autorità giudiziaria quanto a loro conoscenza.

Infine, è stata contestata anche la detenzione ed il porto in luogo pubblico di una pistola, successivamente sequestrata, utilizzata per effettuare, in aperta campagna, una esercitazione “a fuoco” con l’esplosione di 25 colpi

Francesco Diviesti era stato coinvolto in una colluttazione che si era verifica presso un Bar di Barletta (Bat) ed era poi stato condotto all’interno di alcune grotte in una zona isolata della Murgia, dove veniva assassinato con 5 colpi esplosi da due pistole prima di essere bruciato all’interno di alcuni copertoni.

L’omicidio, secondo quanto emerso, sarebbe maturato nell’ambito del controllo delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti gestita dal cittadino albanese arrestato per affermare la sua supremazia criminale a Barletta.

Dopo 4 giorni, fu possibile localizzare il cadavere e successivamente, il 25 giugno, rintracciare in Ungheria, nella città di Roshe, il cittadino albanese, che si era reso irreperibile già due giorni dopo l’omicidio.Una volta rintracciato, l’uomo veniva arrestato non per l’omicidio, ma per la detenzione di 24 chili di cocaina pura, nell’ambito di un procedimento trattato dalla procura di Trani, alla quale venivano trasmessi dalla Direzione distrettuale antimafia i gravi indizi relativi alla morte di Diviesti.

Contestualmente, in Italia, nel corso della perquisizione ai familiari dell’arrestato venivano sequestrati circa 412 mila euro e gli investigatori hanno definito le responsabilità di altri 3 italiani coinvolti, a vario titolo, nelle vicende criminali oggetto delle indagini.    

L’individuazione dei responsabili dell’omicidio di Francesco Diviesti e del gruppo organizzato finalizzato al riciclaggio internazionale di denaro è stato anche possibile anche attraverso un’ampia attività investigativa riguardante cittadini albanesi stanziati in Puglia nell’ambito del monitoraggio dei traffici internazionali di stupefacenti dall’Albania alla Puglia.

Le indagini in collaborazione con la Spak, la struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata albanese, hanno permesso di eseguire anche una misura cautelare in Italia, Albania e Spagna, nei confronti dello stesso albanese accusato dell’omicidio e di altre 9 persone appartenenti al gruppo organizzato, tra i quali i più stretti familiari, il proprietario e due dipendenti di una Società di trasporto e, infine, un narcotrafficante internazionale, allo stato irreperibile, ritenuto al vertice dell’Organizzazione.

Gli odierni provvedimenti cautelari nei confronti di 11 albanesi e 4 italiani sono stati eseguiti, anche in esecuzione di un mandato d’arresto internazionale, in Italia a Barletta (Bat), Roma ed Anagni (Fr), in Albania a Tirana, Fier e Valona nonché in Spagna a Madrid.

Importante è stata la collaborazione dei Comandi provinciali dell’Arma dei carabinieri di Barletta-Andria-Trani e di Frosinone e dei Comandi provinciali della Guardia di finanza di Bari e BAT oltre che l’indispensabile ausilio delle unità cinofile antidroga e “cash dog”.

Risultano attualmente indagate altre 3 persone in stato di libertà.

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