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Truffa del “finto carabiniere”: la Polizia di Stato denuncia i responsabili e recuperata la refurtiva

23 apr 2026

Nella giornata del 21 aprile 2026, la Sala Operativa della Questura di Lucca riceveva numerose segnalazioni relative a tentativi di truffa perpetrati con la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”. Solo in un caso l’azione criminosa veniva portata a compimento ai danni di un’anziana donna.

Nella giornata del 21 aprile 2026, la Sala Operativa della Questura di Lucca riceveva numerose segnalazioni relative a tentativi di truffa perpetrati con la tecnica del cosiddetto “finto carabiniere”. Solo in un caso l’azione criminosa veniva portata a compimento ai danni di un’anziana donna.

In particolare, intorno alle ore 11:00, la vittima veniva contattata telefonicamente da un uomo che si qualificava come maresciallo dei Carabinieri di Lucca. L’interlocutore riferiva di una presunta rapina avvenuta la sera precedente presso una gioielleria, sostenendo che il veicolo utilizzato per la fuga fosse lo stesso in uso al marito della donna. Con tale pretesto, il truffatore convinceva la vittima della necessità di verificare i monili custoditi in casa, al fine di accertare che non si trattasse della refurtiva e scagionare così suo marito

Senza mai interrompere la conversazione telefonica, l’uomo induceva l’anziana a raccogliere tutti i gioielli e a consegnarli a una persona che di lì a poco si sarebbe presentata presso la sua abitazione. Poco dopo, infatti, una donna si presentava alla porta qualificandosi come incaricata dell’Arma, riuscendo a farsi consegnare circa 250 grammi di oggetti in oro, previamente pesati su indicazione del complice, nonché la somma di 100 euro in contanti.

Successivamente, il sedicente maresciallo invitava la vittima a recarsi presso la Stazione dei Carabinieri per riavere quanto consegnato. Solo in quel momento, la donna, accompagnata dal marito, si rendeva conto di essere stata vittima di una truffa.

Ricevuta la segnalazione, la Questura di Lucca attivava immediatamente le ricerche, diramando a tutti gli uffici di polizia le descrizioni dei responsabili e della refurtiva. Grazie alla tempestività e alla prontezza dell’azione, circa due ore più tardi personale della Polizia Ferroviaria di Firenze rintracciava e sottoponeva a controllo una coppia di partenopei composta da una donna classe 1987 e da un uomo classe 1995, entrambi con precedenti specifici.

I due venivano trovati in possesso di monili in oro corrispondenti a quelli sottratti. La successiva attività di riconoscimento fotografico consentiva alla vittima di individuare senza esitazione la donna quale autrice materiale della truffa, nonché di riconoscere i gioielli recuperati.

La refurtiva veniva sottoposta a sequestro e i due soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria competente.

L’operazione evidenzia l’efficacia del coordinamento tra gli uffici della Polizia di Stato e la rapidità di intervento, elementi determinanti per il rintraccio dei responsabili e il recupero della refurtiva.

Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna. Fino a tale momento vige la presunzione di non colpevolezza.

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