Ultimo Aggiornamento del sito: 24/08/26

23 lug 2026
Personale della Polizia di Stato di Perugia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Perugia nei confronti di una donna– classe 1984 – già nota alle forze dell’ordine- in aggravamento e sostituzione della precedente misura degli arresti domiciliari.
Personale della Polizia di Stato di Perugia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Perugia nei confronti di una donna– classe 1984 – già nota alle forze dell’ordine- in aggravamento e sostituzione della precedente misura degli arresti domiciliari. La prima misura cautelare era stata applicata pochi giorni prima nell’ambito di un procedimento per atti persecutori e lesioni personali aggravate. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Perugia, la donna poneva in essere, a partire dal 2023, reiterate condotte minacciose e moleste nei confronti di un’altra donna, anche mediante telefonate, messaggi, pedinamenti e aggressioni fisiche, alcune delle quali avvenute alla presenza di minori. Tali comportamenti avrebbero determinato nella persona offesa un perdurante stato di ansia e paura, inducendola a modificare le proprie abitudini di vita. Il successivo aggravamento, trae origine dall'attività svolta dagli agenti della Polizia Stradale per il Lazio e l'Umbria – Sezione di Perugia che, a seguito di una segnalazione, hanno rintracciato la donna all'esterno di un esercizio pubblico in località Ponte San Giovanni, in evidente violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria. Gli agenti hanno accertato che la donna, nonostante fosse sottoposta agli arresti domiciliari, si era arbitrariamente allontanata dalla propria abitazione. Al momento del controllo, la stessa è stata sorpresa in evidente stato di alterazione alcolica, mentre consumava bevande all’interno di un locale. Al termine degli accertamenti, la 42enne è stata riaccompagnata presso la propria abitazione e deferita all'Autorità Giudiziaria per il reato di evasione. Valutata la gravità della condotta, posta in essere a pochi giorni dall'applicazione della prima misura, e ritenuta l'inidoneità degli arresti domiciliari a garantire il rispetto delle prescrizioni imposte, il G.I.P.su richiesta della Procura di Perugia ha disposto l'aggravamento e la sostituzione della misura con la custodia cautelare in carcere. Il personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione al provvedimento, accompagnando la donna presso la Casa Circondariale Capanne di Perugia. Si precisa che il procedimento nelle fasi di indagini preliminari e che, secondo il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagata, potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.
