
Anps
23 gen 2026
In seguito alla liberazione della Sicilia da parte delle truppe anglo-americane, inizia lenta la ripresa dell’apparato amministrativo del Regno d’Italia. L’isola, semidistrutta dai bombardamenti, evidenzia nuove e vecchie problematiche, oramai endemiche, che necessitano di attenzioni particolari da parte del Governo ancora in stato di guerra, stavolta contro i vecchi alleati.
Il coordinamento tra Polizia e Carabinieri in Sicilia nelprimissimo dopoguerra
In seguito alla liberazione della Sicilia da parte delletruppe anglo-americane, inizia lenta la ripresa dell’apparato amministrativodel Regno d’Italia. L’isola, semidistrutta dai bombardamenti, evidenzia nuove evecchie problematiche, oramai endemiche, che necessitano di attenzioniparticolari da parte del Governo ancora in stato di guerra, stavolta contro ivecchi alleati. Scarseggiano i provvedimenti richiesti dalla povera gente, daparte degli alleati prima, ma anche dopo, soprattutto per contingenzeeconomiche; mancano quegli accorgimenti che avrebbero potuto sistemare, almenoin parte, tale stato di miseria e prostrazione. Anche in seguito a ciò si avràuna recrudescenza della delinquenza spicciola e la diffusione delle bandearmate (le armi da guerra non mancavano di certo). Omicidi, sequestri dipersona, furti e rapine violente sono contrastate dai militi dell’Arma, addettialle poche stazioni territoriali dei Carabinieri, e dai pochissimi poliziotti, prepostiagli ancor meno numerosi commissariati di P.S., strutture da poco riattivatecon estrema difficoltà e spesso manchevoli del necessario, perfino delle armi. Le giuste rivendicazioni popolari sfociano inmanifestazioni di piazza alle quali si contrappone l’esercito che, in caso di unaminima percezione di pericolo, reagisce in maniera scomposta e violenta, come aPalermo nella cosiddetta “strage del pane” dell’ottobre del ’44. Per i più accesi sostenitori dell’indipendenzaisolana questo é troppo, la misura é colma; tale da giustificare, da parte di qualchedecina di appartenenti al M.I.S. (Movimento per l’indipendenza della Sicilia), nelfebbraio del 1945, la nascita di una formazione clandestina paramilitareseparatista, l’E.V.I.S. l’Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia.
Il 26ottobre 1945, per contrastare il peggioramento dello stato della sicurezza pubblicanell’isola, il Governo presieduto da Ferruccio Parri istituisce l’IspettoratoGenerale di P.S. per la Sicilia. Tale apparato, interforze, sorge dalle ceneri distrutture similare; nel 1933 come “Ispettorato interprovinciale di PubblicaSicurezza per la Sicilia”, guidato dal Questore Giuseppe Gueli, in gioventùcollaboratore di Cesare Mori, ente tramutato nel 1938 in “Regio Ispettorato Generale di PubblicaSicurezza per la Sicilia”. Strutture entrambe strettamente dipendenti dalMinistero dell’Interno “che in precedenza qualche buon risultato l’avevanoottenuto”.
Secondo ildecreto istitutivo il nuovo Ente éstrutturato in diversi nuclei mobili sparsi sul territorio, mentre la sedeprincipale é stabilita a Palermo. Inuclei, provvisti di moto, camionette e jeeps, assicurano, almeno sulla carta,rapidità d’impiego e sono considerati idonei a contrastare l’EVIS e l’operadelle bande armate; la più conosciuta e violenta quella di Salvatore Giuliano,ma non meno spietate quelle di Rosario Avila e Salvatore Rizzo, o la Labruzzo-Cassarà.
Inizialmentel’organico é stabilito in 1.123 elementi così suddivisi: 1 Ispettore, 18funzionari di P.S., 4 ufficiali del Corpo Agenti di P.S., 340 fra sottufficialie agenti di P.S., 758 tra ufficiali, sottufficiali e militari di truppadell’Arma dei Carabinieri. Completano l’organico 2 impiegati di Polizia. E’ statuito,inoltre, che di questi almeno 270 effettuassero servizio a cavallo (come lequadriglie istituite durante la prima guerra mondiale). Con il medesimo decreto,il D.L.L. n. 916 del 26 ottobre 1945, si stabiliscono le indennità mensili egiornaliere da attribuire ai militari, nonché le ingenti spese per gli approvvigionamentidi: armi e munizioni, foraggi, buffetterie,uniformi, tutti i materiali per la logistica e i mezzi di locomozione. Altrespese per gli affitti delle strutture adibite a caserme e uffici, spese pertelefoni e quanto necessita come suppellettili e attrezzature. Da sottolineare l’indicazione,nel corpo del decreto, della creazione di fondi per le “spese confidenziali”. Nonultimo si sancisce che l’Ispettore, vero gestore della contingente emergenza,coordini anche gli organi locali di polizia, stazioni e commissariati.
Di nuovo, loStato si contrappone a nemici agguerriti che, spesso poco conosciuti, alcontrario conoscono molto bene il territorio e possono contare sugli aiutidella popolazione locale e informatori. Tale contrasto feroce lascia sul camponumerosi caduti da ambo i lati; numerose le stragi di carabinieri, come quelladi Contrada Apa dove ne uccidono tre e ne feriscono altri quattro, o quella dialtri otto militari stanziati nella stazione di Feudo Nobile tutti trucidati egettati in una cavità artificiale. E di poliziotti, come quella di Portelladella Paglia conclusa con un bilancio di cinque morti e tre feriti, oppurequella perpetrata da elementi della banda di Giuliano in via Finazzo aPartinico, dove vengono massacrati dalle esplosioni delle granate esuccessivamente a colpi di mitra il commissario di P.S. Celestino Zappone, AntonioDi Salvo e Nicolò Messina rispettivamente capitano e maresciallo deiCarabinieri. Nella circostanza quattro innocenti rimangono feriti.
Lentamente l’operadegli uomini dell’Ispettorato riesce a dare qualche risultato in termini di sequestridi armi, liberazione di ostaggi e numerosi arresti. All’inizio del 1946 leultime formazioni dell’EVIS sono sciolte. Poco dopo, a maggio del medesimo anno,viene concessa l'autonomiaspeciale alla Siciliae sono amnistiati e liberati i componenti del sodalizio eversivo. Rimaneval’inafferrabile Giuliano con il suo gruppo e alcuni elementi della bandaLabruzzo.
E’ solo dopol’eccidio di Portella della Ginestra, che l’opera dei fiancheggiatori và viavia scemando. Evidentemente l’orrore per gli undici morti e i numerosi feriti, tragli inermi contadini e sindacalisti che si erano dati appuntamento perfesteggiare, oltre al 1° Maggio anche i risultati delle elezioni politiche diquell’anno che arridono allo schieramento di sinistra, era stato chiarificatore.
La notiziadella mattanza fa il giro del mondo per la sua efferatezza, nonostante questo Giulianonon si riesce a catturare, anzi, sferra nuove offensive a dispetto degli sforziprofusi a contrastarlo, che il più delle volte, per la rivalità tra altifunzionari di Polizia e ufficiali deiCarabinieri che si ostacolano a vicenda, non sortiscono risultati definitivi. Vieneconcesso altro tempo, ma la sorte dell’Ispettorato e del suo dirigente CiroVerdiani é segnata; i vertici di Governo ne hanno decretata la fine. Tutto avvienepochi giorni dopo un’altra strage, commessa dagli uomini di “Turiddu” Giuliano,a Bellolampo-Passo Rigano (19 agosto 1949) nella quale muoiono settecarabinieri e rimangono gravemente feriti altri undici. Il 26 agosto 1949. il Ministrodell’Interno Mario Scelba sopprime l’Ispettorato e contemporaneamente crea il C.F.R.B. “ Comando Forze Repressione Banditismo”al cui comando pone il pluridecorato Colonnello dell’Arma Ugo Luca, sotto ilsuo comando anche il giovane capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa. Adisposizione di Luca 2.043 uomini, 516 dei quali poliziotti e i restanticarabinieri. Il C.F.R.B. operò ancora fino all’uccisione di Salvatore Giuliano,ancora controversa, avvenuta ufficialmente il 5 luglio del 1950. Lo stessogiorno anche tale organismo è sciolto.


