Ultimo Aggiornamento del sito: 15/07/26

7 mag 2026
Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Udine e quelli del Commissariato di PS di Aversa (CE), lunedì 4 maggio, hanno eseguito le misure degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico a carico di due aversani di 26 e 29 anni, indagati per furto pluriaggravato commesso a Udine lo scorso 12 febbraio.
Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Udine e quelli del Commissariato di PS di Aversa (CE), lunedì 4 maggio, hanno eseguito le misure degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico a carico di due aversani di 26 e 29 anni, indagati per furto pluriaggravato commesso a Udine lo scorso 12 febbraio.
Quella mattina, con la complicità di un terzo al momento ignoto con mansioni di telefonista, presentandosi come carabinieri, convincevano un residente udinese a raccogliere tutti gli ori che deteneva in casa per sottoporli ad un loro controllo, onde escludere che fossero provento di una precedente rapina a danno di un gioielliere, sulla quale stavano, a loro dire, indagando. L’uomo, fidandosi di quanto spiegatogli, raccoglieva diversi monili, monete e medaglie in oro, per un valore di circa 40.000 euro e li esibiva ad uno dei due truffatori, presentatosi in effetti alla porta. Approfittando di un momento di distrazione della vittima, il finto carabiniere le sottraeva tutto l’oro e fuggiva a piedi, raggiungendo poi il complice che lo aspettava in auto e rientrando poi con lui in Campania.
L’attività di polizia giudiziaria esperita in sinergia dai poliziotti di Udine ed Aversa ha consentito di raccogliere nei giorni successivi gravi indizi di colpevolezza a carico dei due, per i quali poi il GIP di Udine, ravvisando la sussistenza delle esigenze cautelari di impedire la reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, ha disposto le misure cautelari eseguite lunedì.
